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Jacques Chirac alter-mondialista: un nuovo leader d’Attac ?

Publie le giovedì 23 settembre 2004 par Open-Publishing

Dazibao


Lettera aperta del Collettivo Bellaciao, in referenza all’articolo apparso su
Liberazione (clicca
qui
)

Cara Liberazione,

I toni trionfalistici di Clelia Cirvilleri nel riferire l’iniziativa di Jacques
Chirac all’ONU per ridurre la povertà nel mondo (un problema che non affligge
certo la sua famiglia) uniti alla soddisfazione espressa sullo stesso argomento
da ATTAC Italia ci spingono a ricordare alcune semplici verità, che, oltre che
a quell’organizzazione, ovviamente sfuggono alla nostra corrispondente, forse
più incline a ricavare i suoi « pezzi » dalle agenzie di stampa e dalla stampa
quotidiana piuttosto che da un’analisi basata, tra l’altro, sull’ampio materiale
informativo e critico che altre fonti sono in grado di fornire ma che lei non
frequenta o non apprezza.

Come non rilevare che l’insediamento di una commissione - la commissione Landau,
nel nostro caso - non é mai servita a risolvere concretamente nessun problema
ma piuttosto a rimandarne sine die la soluzione ?

Quali sono i segnali di svolta nell’atteggiamento del capitalismo francese e mondiale che non ha ritenuto compatibile con i suoi interessi neppure la proposta di tassazione dello 0,02% delle transazioni finanziarie avanzata da Tobin nell’ormai lontano 1972, che ATTAC si ostina a mettere al centro del proprio programma oltre 30 anni dopo ?

Chirac, ci dice la Cirvilleri, « é un presidente che, se pur noto per le coraggiose posizioni sullo scacchiere internazionale, é alfiere in patria di politiche fiscali integralmente liberistiche ». Tanta moderazione sorprende : in realtà Chirac é noto, anzi arcinoto per condurre attraverso il governo del suo tirapiedi un attacco senza precedenti allo stato sociale, al sistema pensionistico, a quello sanitario, al diritto al e del lavoro che ha provocato 30 milioni di ore di sciopero nel 2003, per avere, in una parola, arricchito i ricchi ed impoverito i poveri.

Quale credibilità puo’ avere come alfiere della lotta alle diseguaglianze a livello mondiale un uomo come Chirac, compromesso in una serie di « affaires » tutti previsti dal Codice penale, che si é sottratto ai tribunali solo grazie all’immunità che in Francia la sua carica gli garantisce ?

Perché non sottolineare invece che questa iniziativa di Chirac é una delle tante che ha inanellato nella sua ormai ventennale carriera di demagogo, une delle tante promesse che si guarderà bene dal sostenere concretamente, una mossa per cercare di riguadagnare all’estero quanto ha perso in termini di credibilità in Francia, distogliendo l’attenzione dalla pesante sconfitta politica del suo schieramento alle ultime elezioni amministrative e dalle sue « casseroles » (termine francese per indicare responsabilità penali di bassissima lega) che fa pagare - per ora - al suo delfino Juppé ?

La nostra preoccupazione é che questo modo di riferire le iniziative del presidente francese - e non é la prima volta - da parte della Cirvilleri, unito a posizioni come quelle di ATTAC e a tanta disinformazione e deformazione dell’informazione, fornisca ai lettori del giornale un’immagine della politica francese lontana dalla realtà.

Roberto Ferrario - Giustiniano Rossi

Collettivo Bellaciao - Parigi