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UN’ALTRA CRESCITA / PREAMBOLO

martedì 8 febbraio 2005

di Matt Lechien tradotto dal francese da karl&rosa - Bellaciao

Prima di procedere nel mio lavoro di rivoluzione pratica e di lanciare alcuni documenti esplosivi, é indispensabile un lavoro di fondo. Secondo me, fornire delle tecniche per uscire serenamente dal sistema mercantile senza una riflessione preventiva puo’ rivelarsi controproducente. Per questo ho deciso di dedicarmi a questo documento, che progredirà capitolo per capitolo sul sito Bellaciao prima di avere una più larga diffusione. Questa volta il tema affrontato sarà uno dei pilastri della sinistra (quella vera) e cioé: la decrescita.

E’ già un bel po’ che ci rifletto, esperimento, mi documento, consulto e osservo. Ora che tutto questo é ben maturo, é ora di dargli una forma, tanto più che il capitalismo diventa sempre più aggressivo. E’ dunque più che urgente mandarlo a cuccia con delle alternative solide come la roccia. Senza ideologia degna di questo nome, l’altro mondo possibile reclamato a gran voce dal composito movimento altermondialista resterà una chimera. Durante tutta l’elaborazione di questo documento la vostra partecipazione sarà benvenuta, siete tutte e tutti cordialmente invitati a venire a discutere, a condividere le vostre esperienze, ad esporre le vostre domande...

Questo lavoro dev’essere, fino in fondo, frutto di una riflessione comune, io non sono che il suo modesto compilatore. Ogni intervento con uno scopo costruttivo conta, non si tratta di distribuire dogmi o di inventare l’acqua calda, ma di costruire un’opera collettiva in cui ognuna ed ognuno possa riconoscersi. Lo scopo di un lavoro soggetto a copyleft non é quello di ricavarne vantaggi personali ma, al contrario, di sparire il più rapidamente possibile perché sia recuperato al massimo.

Surrealista edizioni vi augura buona lettura.


Approccio

Se si deve credere ai teorici della sinistra contemporanea, la decrescita sarà la panacea universale per opporsi al mondo mercantile. E’ vero in parte, ma é soprattutto un discorso rischioso per chi non ha capito il concetto. E sono in tanti a gridare sciocchezze tipo "decrescita totale ed immediata ! ", o a credere che si tratti di un fine in sé. Che errore ! Come volete ottenere una qualunque credibilità con un discorso tanto radicale? Si tocca il limite del ridicolo. Nessuno di quanti dispongono di un’oncia di buon senso ha voglia di andare in questa direzione.

Spiegazioni:

Se é vero che puo’ sembrare trendy sostenere la decrescita negli ambienti agiati, cio’ lo é di meno negli ambienti modesti. Andate a spegare a chi non dispone che del reddito minimo di inserimento che bisogna che decresca. Andate a spiegare a un Africano con la pancia che brontola per la fame che deve consumare meno. Non c’é dubbio che non solo il vostro discorso non avrà alcun eco, ma rischiate anche che il vostro interlocutore di turno si arrabbi. E’ sempre facile dire che bisogna consumare di meno quando si consuma troppo e molto meno facile quando si manca di tutto. Sapendo che l’evoluzione deve avvenire dalla base e non dalla pseudo élite di parvenus dai quali non c’é nulla da attendersi, questo punto é estremamente importante per chi vuole trovare un’eco presso il 60% dei disillusi del sistema, che non domandano che di cambiare le regole del gioco, per poco che si presenti loro un progetto reale di avvenire che dia loro voglia di muoversi. In altre parole, un progetto che parli loro.

La parola "decrescita" soffre dello stesso problema che ha avuto a suo tempo il termine "altermondialismo". Semplicemente, non é appropriato. Gli alter, cosi’ qualificati, avevano difficoltà a riconoscersi in questo termine perché la maggior parte di loro sono anazionalisti che aspirano a vivere in un mondo completamente aperto e sempre più solidale. Siamo dunque lontani dall’antimondialismo che faceva pensare si trattasse di un movimento reazionario, che mirava a gelare l’avvicinamento e la cooperazione fra i popoli. Per la decrescita é lo stesso. Non si tratta di decrescere, ma di progredire in modo diverso. La sfumatura é tutta li’. Per questo parleremo di altracrescita e non di decrescita, che trasmette un messaggio retrogrado che non ha niente a che vedere con i valori umanisti che vanno di pari passo con il progresso.

Inoltre non posso ignorare il significato di questo concetto sul piano economico. La dottrina della decrescita é stata sviluppata per opporsi a quella sacrosanta della crescita. Per poter continuare a vivere, il mostro capitalista esige senza interruzione più risorse, é per questo che si é creduto fosse bene combatterlo usando una tecnica altrettanto radicale, opposta alla sua. Da parte mia sono lontano dall’essere convinto che occorra sempre spegnere un incendio con l’acqua. Voglio dire, combattere una radicalità con un’altra. Bisogna sempre fare ben attenzione affinché il rimedio non sia peggiore del male e gli eventuali danni collaterali non si trasformino in catastrofe a scoppio ritardato. Una delle idee che sarànno sviluppate in questo documento é che la decrescita non é che una leva, fra le altre, per un’altra crescita. Una volta che le cose saranno rientrate nella logica, crescita e decrescita saranno usate solo in dosi infinitesime per riequilibrare prontamente una gestione rispettosa ad un tempo dell’ecosistema e del benessere della sola comunità che tenga: quella degli esseri viventi. Da li’ in poi, si dovrebbe essere sulla strada giusta.

Un po’ di filosofia:

Nessuno ha voglia di tornare all’età delle caverne. L’uomo va per sua natura verso il progresso. E’ ben vero che molto spesso le scoperte scientifiche hanno effetti nefasti. Ma é colpa degli inventori o di chi usa i loro lavori senza congnizione di causa? Non é certo perché si fa un cattivo uso del progresso che bisogna respingerlo. E’ facendo progredire la scienza che si potrà gestire meglio il nostro ambiente e le nostre risorse e non certo camminando all’indietro. E’ un punto importante, che occorre prendere in considerazione se non si vuol passare per degli oscurantisti.

Guardare verso l’alto:

Talvolta la sinistra ha un punto in comune con le religioni, perché sostiene l’austerità. L’elogio dell’indigenza é un esercizio che preferisce alla causa dell’elevazione della qualità della vita. In definitiva, si puo’ dire di un occidentale medio che consuma troppo? Personalmente, non lo penso. Sono persuaso piuttosto che consuma male. In assoluto, checchè se ne dica, bisogna almeno poter bere, mangiare, vestirsi ed avere un tetto. Quale teorico potrebbe cambiare qualcosa in tutto questo? Nessuno! Dopo, c’é quello che ci porta il progresso. Macchine che ci aiutano nel nostro lavoro o che lo fanno al posto nostro. Bisogna ammetterlo, é duro fare a meno di mezzi di trasporto che ci permettono di scoprire il mondo e di andare dove ne abbiamo voglia. Quanto ai mezzi di comunicazione, come il telefono o Internet, chi ha veramente voglia di farci una croce sopra? Non parlero’ neppure dei progressi della medicina, se qualcuno vuol andare a farsi cavare un dente senza anestesia ne ha tutto il diritto, ma non vale certo la pena di tentare di farmi ritornare "ai vecchi metodi". In estrema sintesi, molti militanti fanno lo stesso. Invece di guardare in alto, per dispetto, si cade nei clichés che seducono solo chi non ama la vita. L’altra crescita comincia con un livellamento verso l’alto. Certo, so bene che é più facile far regredire il livello di vita dei cittadini del mondo fino a quello degli abitanti dell’Etiopia che farlo progredire fino a quello degli Europei, ma niente é impossibile se si ha coraggio. Per questo, innanzitutto, bisogna cominciare a smettere di guardare il mondo a partire dal proprio ombelico e a fare astrazione dal proprio egoismo. Se si consuma male, é anche perché il modo consuma senza nessuna coesione. Osservando la situazione nel suo insieme, vedremo nei prossimi capitoli che é possibile aumentare ancora la qualità della nostra vita rispettando il nostro ambiente e tenendo conto delle risorse che il nostro pianeta offre.

Conclusione

Per tutte queste ragioni impiegheremo il neologismo altracrescita e non il termine decrescita per qualificare un’alternativa valida al capitalismo. Niente e nessuno puo’ fermare il progresso, si tratta solo d’incanalarlo perché sia positivo e non distruttore. Molte esperienze lo provano, si vive molto meglio quando lo si fa nel quadro dell’ordine naturale delle cose. L’ecosistema del nostro pianeta si basa su cicli la cui meccanica é facile da comprendere. Più esplicitamente, a partire dal momento in cui si é nel rinnovabile e si é padroni dello sfruttamento delle risorse, non c’é più motivo di privarsi di nulla.