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Un sogno terribile

venerdì 10 giugno 2005

di Luciano Dondero

Ieri notte ho fatto un sogno terribile.

Mi trovavo in una città molto bella, piuttosto moderna d’aspetto, ma c’era qualcosa di strano nell’aria.

Ad un tratto - nei sogni a volte non ci sono passaggi lineari fra le cose - mi rendo conto di percepire, di sapere perché.

C’è qualcosa di tremendo in questa città. Esiste un’istituzione composta di sole donne che interviene nelle decisioni che riguardano tutti.

In particolare questa entità fissa le norme di comportamento per gli uomini, per i maschi.

Ogni rapporto sessuale è finalizzato alla procreazione.

Esistono dei macchinari che contano il numero di spermatozoi ad ogni eiaculazione, e qualora il numero sia difforme dalla media, l’uomo in questione è soggetto a vari esami che possono risultare nell’invio a cliniche specializzate per delle cure ormonali, o peggio... (Non mi riesce di ricordare cos’era questo peggio, ma nel sogno era molto vivido il senso di orrore che condividevo con altri maschi).

La cosa forse più tremenda era che questo gruppo di donne che avevano questo ruolo così centrale nella societò non erano né un partito, né un’associazione volontaria, ma un ente superiore, di tipo religioso, dal nome misterioso e preoccupante: Chieso.

E per di più esse vivevano in una sorta di isolamento dal resto della città, perché questo loro Chieso aveva delle regole rigidissime, fra le quali l’obbligo alle donne che ne facevano parte di non avere alcun rapporto sessuale col sesso opposto - nei confronti del proprio sesso la cosa era formalmente vietata, ma mi sembrava che ci fosse un margine di tolleranza.

A capo di questo Chieso c’era una figura misteriosa ed inarrivabile, un Papo, una donna avanti con gli anni, fatta oggetto di un’adorazione mistica e ineffabile, e lei stessa soggetta a visioni e rivelazioni.

Al di sopra del Papo c’è soltanto la Dea. Si tratta di una divinità raffigurata in una iconografia di difficile interpretazione: una donna quasi totalmente denudata, legata ad un albero, col corpo coperto di ferite, e morente tra indicibili sofferenze.

Poi il sogno si fa confuso, o perlomeno confusi sono i miei ricordi. C’era in questa città, amministrata da una sorta di consiglio comunale fondato su dei principi laici e non confessinonli, una competizione elettorale su un argomento abbastanza astruso ma legato alla vita delle persone, mi pare fosse una consultazione su una legge relativa all’assistenza medica alle persone sterili. E questo Chieso, una struttura di sole donne prive di rapporti con gli uomini, si arrogava il diritto di definire i comportamenti di tutti, ed in particolari di noi maschi, in base ai propri criteri stabiliti in un vecchio libro sacro.

Poi mi sono risvegliato, e, dopo un attimo di smarrimento, mi sono reso conto che certe cose da noi non esistono, per fortuna!

O no?