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Violenti scontri a Copenaghen per lo sgombero del centro sociale Ungdomshuset

mercoledì 27 settembre 2006

Domenica una manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Ungdomshuset è finita male nel quartiere di Nørrebro. Gli scontri, i più violenti da dieci anni in Danimarca, sono ora oggetto di polemica sui media: chi ha iniziato e perchè?
I manifestanti accusano la polizia di uno sproporzionato uso della violenza, mentre il portavoce delle forze dell’ordine ne difende l’operato come necessario e bilanciato.

Tutto inizia con una pacifica e colorata festa in difesa di uno dei più grandi centri sociali di Copenaghen, l’Ungdomshuset, che letteralmente significa «casa dei giovani». Mentre il corteo si muove verso il centro, su uno dei ponti che portano al quartiere di Nørrebro la polizia decide di bloccare il passaggio dei dimostranti. Il corteo allora si trasforma in una sorta di picnic sul ponte, e viene improvvisato un blocco del traffico.

Dopo un’ora gli agenti intervengono ancora, optando per un violento sgombero del blocco. Usano le camionette a velocità elevata per spazzare via i manifestanti dalla strada e spingerli nelle vie laterali, poi tentano l’accerchiamento bloccando le vie di uscita. È a questo punto che i manifestanti reagiscono alla carica, volano bottiglie, barricate vengono erette tutto intorno al quartiere, che diventa teatro degli scontri per un pomeriggio intero. Alla fine 268 persone sono arrestate: la maggior parte viene rilasciata in poche ore con denuncie minori, mentre cinque manifestanti saranno trattenuti con denunce più pesanti.

La «Casa dei giovani» è stata oggetto di lotta politica dalla sua fondazione nel 1982 da parte del movimento degli squatters. Dopo anni di occupazione gli attivisti erano riusciti a ottenere dal comune lo spazio in forma permanente. Da allora il centro sociale ha rappresentato il punto di incontro più importante per i giovani della sinistra radicale danese, funzionando come una sorta di tempio del punk scandinavo e insieme come teatro di svariate attività politiche e culturali.

Il centro sociale è stato a lungo spina nel fianco di molti politici locali, che nel 2000 hanno deciso di vendere la casa. Per vie oscure e tortuose l’edificio finisce nelle mani di una setta cristiana dichiaratamente di destra. I giovani del centro sociale però non ci stanno: iniziano anni di battaglie legali contro la vendita dell’immobile, fino a quando questo mese arriva la sentenza definitiva. Devono andarsene.

Dalle vie legali alla protesta di piazza: questo fine settimana attivisti e supporter da tutta la Danimarca, ma anche da altri paesi europei hanno risposto all’appello e oltre tremila persone si sono riversate nelle strade sabato, per partecipare alla prima manifestazione, seguita dalla Street Parade di domenica.

La «Casa dei giovani» non è comunque l’unico luogo sotto minaccia di sgombero a Copenaghen. Il cerchio ora si stringe anche intorno alla storica comunità di Christiania, la città nella città occupata negli anni settanta, quando un gruppo di attivisti prese possesso di una base militare abbandonata facendola rivivere come villaggio autogestito e libertario nel cuore della Copenaghen socialdemocratica.

http://www.ilmanifesto.it

TUTTI GLI ARTICOLI E FOTO CORRELATE AL LINK:

http://www.edoneo.org/cope.html

Detained protesters sit on the road after clashes between police and protesters staging a sit-in Sunday Sept. 24, 2006 in Copenhagen, Denmark. Police detained more than 200 people Sunday after a youth demonstration in Copenhagen turned violent, with protesters hurling cobblestones, bottles and eggs at officers in riot gear. The demonstrators were protesting a court ruling last month ordering a group of young squatters to leave a downtown building and hand it over to a Christian congregation that bought it five years ago.(AP Photo/POLFOTO, Uffe Kongsted)

Indirizzo web :http://www.edoneo.org/