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I media le ONG

lunedì 13 settembre 2004


di Viviana Vivarelli

Il giornalista Enzo Baldoni prima e le due Simone poi hanno portato alla ribalta la posizione di coloro che sono in Irak non per questione di basso lucro materiale ma per posizioni ideali che ancora esistono, come libera informazione o aiuto ai deboli.

Con sgomento e ribrezzo abbiamo assistito alla sarabanda di offese gratuite e infamanti che ai no global e ai volontari sono state rivolte da direttori e giornalisti a destra schierati e da cosiddetti onorevoli.

Gustavo Selva (presidente commissione esteri di AN e tanto guerrafondaio da essere chiamato ’Selva la belva’ ) ha addirittura adombrato un processo alle stesse volontarie che hanno ’osato’ parlare ai giornalisti del loro lavoro sui bambini, come se fossero loro le criminali. In questo mondo capovolto sono i buoni a dover essere processati e i mentitori a pretendere ovazioni, sia che siano vestiti di orbace o da Caraceni o portino il collarino ecclesiale.

D’altra parte ritengo fisiologico tale comportamento in chi si schiera cosi’ radicalmente con un capo cosi’ cinico da approvare i militarismi aggressivi, i mercenari lautamente pagati, gli attacchi preventivi, le guerre cosiddette umanitarie e la democrazia esportata a forza, uno che ha detto che i volontari ’sono gente fuori di cervello’ e che manda in Irak amici a sputare su Emergency.

Ormai non speriamo piu’ che per costoro possa esserci salvezza o miglioramento e nemmeno che riescano a produrre qualche rivisitazione politica, come pure ha fatto Luttvak con le strategie neocons. Come si dice: gli manca il pezzo. Al posto del senso dell’umana pietas avranno una cassaforte, una tessera della P2 o non sappiamo che altro. Ci siamo ormai rassegnati a considerare i fautori di questo disastroso neoliberismo: irrecuperabili, una razza di cinici senza religione ne’ pudore che appartiene ancora alla giungla dell’umanita’, e di cui speriamo l’estinzione per cause naturali, come e’ avvenuto per la tigre dai denti a sciabola.

Ma dai giornali della sinistra ci aspettavamo una cosa. Non volevamo incensamenti elegiaci o sdolcinature sentimentali su quanti dedicano la loro vita a valori umani, e nemmeno quella retorica pattriottica che echeggia sempre piu’ spesso in Italia come in USA, con grande sventolare di bandiere e frasi roboanti, volevamo semplice informazione. Leggo sui media ogni sorta di orrori informativi, perfino che fare il volontario e’ un lavoro ben retribuito, una professione che sta alla pari con quella dei soldati di ventura! Non sono riuscita su nessun giornale, e intendo di centro o di sinistra, a leggere un servizio serio su cosa sono le Ong, su cosa fanno i volontari.

Forse era il momento buono per fare informazione, una volta tanto, su un mondo ricchissimo che ha molto da dire e da dare e da cui speriamo per il mondo futuro molto di piu’ di quanto potremmo mai sperare da un Bush o un Berlusconi, a meno che la natura non operi su di loro un trapianto purtroppo totale.